cane di piccola taglia sul prato con mano che sta porgendo una crocchetta

L’educazione del cucciolo  è un argomento piuttosto complesso e non è certamente facile esaurirne tutte le sfumature in un solo articolo; tuttavia si possono dare delle indicazioni di carattere generale su come educare il cane per far sì che il tuo amico a quattro zampe possa iniziare una felice e serena convivenza con te e gli altri membri della sua nuova famiglia, con le altre persone e con gli altri animali.

Per quanto, in linea del tutto teorica, l’educazione di un cane possa essere avviata in qualsiasi momento, è indubbio che sarebbe preferibile farla iniziare fin dai primi momenti del suo arrivo in casa (l’ideale è verso i 3-4 mesi di età); i cuccioli, infatti, sono particolarmente ricettivi e una precoce e corretta educazione eviterà comportamenti inadeguati (una problematica non poi così infrequente). La sottovalutazione dell’importanza di un’educazione precoce potrebbe portare a comportamenti inadatti che potrebbe essere difficile correggere con il passare del tempo; in altri termini, educare un cane adulto è decisamente più difficile e non è detto che porti sempre a ottimi risultati.

La familiarizzazione con il nuovo ambiente

L’arrivo in un ambiente totalmente nuovo determina sicuramente un certo smarrimento nel cucciolo e ciò, in combinazione con la mancanza di un qualsiasi intervento educativo, può essere fonte di alcuni problemi, più o meno rilevanti; è quindi fondamentale favorire fin da subito la familiarizzazione del cane con la sua nuova realtà e iniziare a dargli alcune semplici regole di comportamento; l’eccesso di libertà può essere controproducente.

Per esempio, non è consigliabile che il cucciolo vaghi indisturbato per tutta la casa; è più opportuno che gli sia permesso di accedere a quelle stanze in cui la sua nuova famiglia si ritrova per la gran parte della giornata; nei momenti nei quali non è possibile essere con lui, sarebbe preferibile dargli accesso ad un ambiente abbastanza ristretto che senta come suo; generalmente tenderà a tenerlo in ordine e pulito.

L’alimentazione

Un altro capitolo importante dell’educazione dei cuccioli è l’alimentazione. In genere, lo svezzamento ha inizio verso la quarta settimana di vita ed è importante che il passaggio dal latte della mamma ai cibi solidi avvenga gradualmente; occorrerà una certa pazienza perché non è detto che tale transizione sia ben accettata. Si può chiedere consiglio al proprio Medico Veterinario in proposito. A prescindere dal tipo di alimento prescelto, è importante, a livello educativo, abituare il piccolo a ricevere i pasti ad orari regolari; in questo modo sarà anche più facile gestire la necessità di portarlo fuori per i bisogni. Premiarlo quando ce l’esigenza con snack specifici.

L’importanza del tempo trascorso con il cucciolo

È fondamentale cercare di trascorrere quanto più tempo possibile con il cucciolo, portarlo a passeggio e farlo giocare; infatti, maggiore sarà il tempo che trascorre con noi, più facilmente appariremo ai suoi occhi come guida da seguire; inoltre, oltre a permetterci di vigilare su di lui con maggiore accuratezza, è importante evitare che il cane si senta trascurato per limitare il più possibile comportamenti inadeguati. Durante le passeggiate ricordiamo di complimentarci con il nostro amico a quattro zampe quando compie determinate azioni che riscontrano il nostro favore; il classico esempio è quello di elogiarlo quando fa i propri bisogni fuori casa.

Perché è importante essere coerenti e affidabili

Nonostante tutta la nostra buona volontà, piccoli incidenti di percorso possono verificarsi; è fondamentale in questo caso evitare comportamenti aggressivi o punitivi; ai suoi occhi dobbiamo apparire come decisi e affidabili; l’aggressività non paga; se il cucciolo si fida, è decisamente più facile che segua le nostre indicazioni; ciò passa anche dalla prevedibilità del nostro comportamento che deve essere sempre coerente, anche nell’uso dei vari comandi; è per esempio importante usare sempre la stessa parola per dare una determinata direttiva; se per esempio gli chiediamo di non abbaiare, si userà sempre la parola “smettila” oppure sempre la parola “basta”; non è efficace alternarle; si rischia solo di confonderlo.

 

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